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Carnevale di Cadiz: una breve storia

gruppo di persone che indossano giacche viola e rosa

Scoprite il Carnevale di Cádiz, la festa più popolare della città andalusa, che ospita le canzoni più divertenti e più maliziose che abbiate mai sentito.

Quest'anno, dal 16 al 26 febbraio, Cadiz si vestirà nuovamente a festa. Il carnevale inizia e i residenti sono pronti a divertirsi in un clima satirico. Quest'anno, a causa della crisi, si celebrerà come mai prima d'ora, e dato che il carnevale di Cadiz è in qualche modo un tesoro nazionale, l'asticella è stata posta molto in alto per loro.

Tuttavia, qual è stata la migliore edizione del carnevale di Cadiz? La verità è che non ne abbiamo idea, poiché non sappiamo con certezza quanto lontano risalga il carnevale. Non è da escludere che il carnevale si sia evoluto dalle baccanali romane (celebrazioni dedicate al dio Bacco), dato che Cadiz è una delle città più antiche di Spagna e d'Europa.

Si ipotizza che il carnevale di Cadiz come lo conosciamo sia nato nel XV secolo. Durante questo secolo il carnevale fu fortemente influenzato dai mercanti genovesi che si stabilirono in città mentre cercavano un luogo ideale per far parte di una rotta commerciale dall'Africa all'Europa. Persone che soffrivano di nostalgia per il luogo di nascita (non particolarmente attratte dalle ricchezze disponibili sul posto) introdussero maschere, coriandoli e dolciumi nel carnevale.

Nel XVI secolo il carnevale si trasformò in una festa in qualche modo sovversiva: il neo nominato re Carlos V aveva proibito l'uso delle maschere nel 1523. Tuttavia, le autorità di Cadiz (e i ricchi genovesi) fecero il possibile per cercare di farle reintrodurre. Di questo secolo sono anche le prime testimonianze documentate delle celebrazioni: lo storico Agustin of Horozco racconta come durante queste feste le donne di Cadiz preparassero composizioni floreali e le lanciassero ai vicini; la Costituzione del Sinodo del 1591 e lo Statuto del Seminario di Cadiz del 1596 parlarono anch'essi di queste feste, sebbene nelle loro menzioni non si parli di celebrazioni vere e proprie, con i testi che indicano che i religiosi e i preti non dovrebbero partecipare al carnevale allo stesso modo dei laici.

Un riferimento più leggero proviene dal XVII secolo, da un generale chiamato Menos, che si lamentò per lettera che i pescatori di Cadiz si rifiutavano di riparare la sua nave poiché stavano partecipando alle date del «Shrovetide».

Ironia della sorte, la storia del carnevale fu scoperta attraverso documenti relativi alla sua proibizione. Nel 1716 la Corona non riuscì a porre fine al ballo in maschera; nel 1776 le autorità pensarono di abolire la festività a causa degli «eccessi» commessi da varie persone mascherate nei conventi di Santa María e Nuestra Señora de la Candelaria, ma alla fine si poté continuare a celebrare. Anche dopo la Guerra d'Indipendenza il re Fernando VII cercò di fermare l'usanza, ma i suoi sforzi furono vani.

E ora che abbiamo menzionato la Guerra d'Indipendenza... cosa accadde al carnevale durante l'assedio della città da parte delle truppe francesi? Neppure questi tempi tesi fermarono il popolo di Cadiz; essi sfruttarono la situazione a loro vantaggio e trasformarono balli in maschera, proclami e canzoni in una riaffermazione del loro spirito di resistenza.

Analogamente avvenne durante la Guerra Civile dal 1936 al 1939: nonostante il divieto delle autorità militari, i veterani della 'fiesta' (forse discendenti di quei tenaci genovesi menzionati) celebrarono illegalmente fino a poter tornare per le strade, nel 1948. Il completo ritorno del carnevale nel dopoguerra fu in parte dovuto a una tragedia: l'esplosione di una botte di polvere appartenente all'Armada che devastò la baia di Cadiz e causò circa 150 morti, 5.000 feriti e distrusse 2.000 edifici. Per compensare la tristezza degli abitanti, vennero ripristinati balli in maschera e feste di strada.

E così, anno dopo anno e senza interruzione fino ai giorni nostri, questa festa che ricordiamo nonostante tutte le sue disgrazie, tutte le ingiustizie e tutte le tirannie continua a sopravvivere e la gioia dell'umanità perdura.