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Strane celebrazioni della Semana Santa in Spagna
La Semana Santa (Pasqua o Settimana Santa) è molto sentita in Spagna. Scoprite alcune tradizioni di questo periodo speciale dell'anno.
La Semana Santa (Pasqua o Settimana Santa) è ormai arrivata e tutta la Spagna la celebra: in questi giorni si svolgono processioni e cortei... Naturalmente vedrete molte di queste celebrazioni religiose se siete in Spagna, o prima o poi se ne parlerà nei notiziari. Non racconteremo ancora una volta in cosa consiste la Semana Santa di Siviglia né perché i penitenti indossano quei copricapi appuntiti. Quello che vogliamo fare in questa occasione è parlarvi di alcune tradizioni di questo periodo dell'anno che sono altrettanto vistose e affascinanti, ma un po' meno conosciute, e che vale la pena vedere se siete in Spagna in quel periodo.
Romances de Navaluenga: Navaluenga è un comune di Ávila (nella Castilla-León) dove, ogni Giovedì Santo, le figure del «Cristo legato alla colonna», «La Caduta», «Cristo di Veracruz» e «Nostra Signora dei Dolori» vengono portate in processione. La congregazione segue il percorso di queste processioni recitando romances (poemi in cui le coppie di versi fanno rima) dell'autore Lope de Vega. Alla fine della processione le diverse squadre che hanno accompagnato le figure si contendono quale di esse riesce a recitare i romances con più passione e devozione. Questa celebrazione è cambiata pochissimo dal XVII secolo.
Danza de la Muerte de Verges (Danze della Morte di Verges): A Verges, una città di Gerona, si svolge una delle scene più curiose del Giovedì Santo. Dopo la drammatizzazione della vita di Cristo inizia la processione della Passione, durante la quale un corteo di cinque persone vestite da scheletri esegue una danza semplice ma impressionante: ogni scheletro porta un oggetto che rappresenta il trascorrere del tempo e la morte (una falce, un orologio senza lancette, uno stendardo e due piatti di cenere). Questo corteo segue una processione di varie persone incappucciate che indossano maschere da teschio, portano torce e marciano al ritmo dei tamburi. Questa tradizione risale al XIV secolo, quando Verges subì un'epidemia della Peste Nera che fu interpretata come una punizione divina verso un villaggio che aveva trascurato i suoi obblighi cristiani.
Turbas de Cuenca: molta confusione circonda questa tradizione, erroneamente chiamata «processione dei ubriachi»: una leggenda metropolitana infondata affermava che fosse una processione in cui i penitenti lasciavano Cristo per strada e entravano in ogni bar che vedevano. Ma in realtà nulla è più lontano dalla verità: le turbas (come sono chiamate oggi) rappresentano le derisioni che Cristo ricevette nel suo cammino verso la Croce. I diversi membri accompagnavano il Figlio di Dio suonando melodie con le trombe e facendo rumore con i tamburi (vogliamo chiarire che non si tratta di derisione, ma piuttosto della drammatizzazione della sofferenza della croce). Purtroppo negli ultimi anni la leggenda metropolitana ha prevalso e il vero significato di questa tradizione è stato oscurato dalle folle organizzate da turisti malinformati. Oggi, fortunatamente, è tornata a essere celebrata con più ordine e per un pubblico più rispettoso.
Un'altra strana tradizione si svolge a Cartagena: nella capitale della regione di Murcia i penitenti che accompagnano le immagini religiose marciano al suono dei tamburi e all'unisono, indipendentemente dal fatto che appartengano a confraternite o corporazioni diverse. Quando arrivano a una delle stazioni che rappresentano le tappe della «via crucis» (una rappresentazione del percorso che Gesù seguì dalla sua cattura alla sua crocifissione e sepoltura), restano immobili come statue.
Naturalmente queste non sono le uniche usanze strane e poco note della Semana Santa spagnola. Ce ne sono molte altre... ma riempirebbero un intero libro. Inoltre, vogliamo che i lettori le scoprano da soli e ce ne parlino.