Blog
Rubén Darío: Modernismo e poesia
Rubén Darío: Modernismo e poesia
Conosciuto da alcuni come il principe della letteratura di lingua spagnola, Rubén Darío era un poeta nato il 18 gennaio 1867 in Nicaragua. Avviò il movimento noto come modernismo nella lingua spagnola, un movimento artistico che combinava romanticismo, simbolismo e parnassianesimo. Con una vita ricca di avventure, non fu solo un intellettuale ma anche un avventuriero che divenne persino ambasciatore del Nicaragua a Madrid.
I suoi talenti letterari emersero in giovane età: pubblicò il suo primo sonetto su un giornale appena tredicenne. I suoi lavori successivi di quel periodo furono influenzati da idee liberali, che lo portarono a scrivere il suo primo libro, anche se questo non sarebbe stato pubblicato fino a molti anni dopo la sua morte. In El Salvador, sotto la guida di altri poeti, integrò il verso alessandrino nella metrica spagnola. Guadagnando grande fama in quel periodo, Darío ebbe spesso l'opportunità di mostrare le sue opere.
Le cose peggiorarono però e nel 1883 fece ritorno a casa. Non passò molto tempo prima che Rubén Darío ripartisse, questa volta in direzione del Cile, che gli offrì molte opportunità per mostrare il suo lavoro, oltre a una posizione nel quotidiano La Época. In questo periodo produsse Azul, che in sostanza annunciò l'inizio della rivoluzione modernista, acclamata dalla critica.
Rubén Darío si trasferì poi a San Salvador, dove divenne direttore del giornale La Unión. La situazione politica nel paese però lo costrinse a lasciare nuovamente nel 1890, in seguito a disordini e a un colpo di stato. Darío aprì quindi il proprio giornale, El correo de la tarde, ma anche questa fu un'avventura di breve durata, poiché il ritiro dei fondi governativi ne causò la chiusura.
In cerca di condizioni economiche più favorevoli si diresse verso la Spagna, associandosi a figure rinomate. Nel 1893 viaggiò a Buenos Aires, in Argentina, mescolandosi ancora una volta con diverse personalità come Bartolomé Mitre. Di nuovo in difficoltà finanziarie, pubblicò due dei suoi libri più importanti, Los raros e Prosas profanas y otros pemas. A fine dicembre arrivò a Barcelona per collaborare al quotidiano La Nación e nella capitale catalana incontrò Francisca Sánchez, la sua ultima compagna sentimentale.
Darío divenne brevemente ambasciatore a Madrid e rimase fedele al governo di José Santos Zelaya. Gli ultimi anni si rivelarono difficili, con molti spostamenti. A un certo punto si recò in Messico per lavorare per due uomini d'affari uruguaiani che lo misero a capo della direzione di due riviste, Mundial, una rivista illustrata, ed Elegancias, una pubblicazione rivolta a un pubblico femminile. Poco dopo si recò a Parigi e poi negli Stati Uniti. A quel punto era scoppiata la Grande Guerra — il mondo stava per cambiare, ma Rubén Darío non avrebbe vissuto abbastanza a lungo per partecipare alla calamità. Malato e indebolito, morì in Nicaragua nel febbraio 1916.